venerdì 14 settembre 2012

Il Corso

“ Il Grand Tour d’Europa, paesaggi, giardini, arte,innovazione e creatività”
"E soprattutto diffidate della vostra immaginazione e della vostra memoria. L’immaginazione snatura, sia che abbellisca, sia che imbruttisca. La memoria ingrata non ricorda niente, la memoria infedele mutila tutto. Si dimentica tutto ciò che non si è scritto e si rincorre inutilmente ciò che si è scritto con negligenza ". Denis Diderot

Preparazione
L’istituzione organizzatrice predisporrà un programma dettagliato e fornirà preliminarmente tutte le indicazioni utili alla preparazione per il corso, al suo svolgimento, alla sua documentazione e rendicontazione.
Obiettivi
Il corso si rivolge a insegnanti, educatori, formatori che vogliono aggiornare la propria professionalità con l’acquisizione, attraverso una settimana di studio e sperimentazione, di un efficace metodo educativo quale la ricerca-azione-formazione, inserito nel quadro della tradizione europea del Grand Tour, che ha avuto in Italia una delle sedi d’elezione.
Tanti grandi personaggi, scienziati, artisti, letterati, hanno lasciato in ogni paese d’Europa tracce preziose del loro genio, della loro sensibilità e dello spirito del loro tempo. Le categorie del viaggio e della scoperta rappresentano i momenti ideali per confrontarsi con la natura e la cultura dei luoghi e dei paesaggi. Il viaggio fisico diventa l’occasione per un viaggio intellettuale ed emozionale nell’arte, nella scienza e nella storia, per raccontare con immagini e testi una coinvolgente esperienza “trasversale” negli spazi significativi della cultura europea.
Si intende dare particolare risalto all’importanza dell’anima del luogo, il genius loci, e all’antichissimo legame tra umanità, luogo d’origine e dimora, tra il tempo e la storia, tra la tradizione e la memoria, categorie che la realtà virtuale tenta progressivamente di sgretolare.
La finalità primaria è quella di riannodare i fili della comunicazione tra soggetto e contesto spazio-temporale di riferimento, nella pluralità delle relazioni che pongono in connessione questi due poli, per rivitalizzare i rapporti tra i territori e chi a vario titolo (residenti, turisti, visitatori occasionali), li vive.
I partecipanti al corso, attraverso il programma didattico ed i contatti interpersonali, potranno approfondire i seguenti aspetti:
- radici culturali dell’Europa;
- ricchezza del patrimonio culturale e naturale;
- diversità delle tradizioni culturali europee.
Tale percorso si svolgerà attraverso l’impiego di strumenti concreti di formazione, in grado di coniugare temi e saperi diversi in un progetto interdisciplinare e trasversale rispetto al patrimonio culturale e ambientale europeo, e condurrà alla sperimentazione di formule nuove di comunicazione didattica da trasferire nella scuola e nelle strutture adibite all’educazione permanente. Favorirà inoltre la capacità di saper strutturare un progetto interdisciplinare sulla cultura e sul paesaggio del proprio paese, nell’ottica di una rete europea di luoghi della storia e della memoria che mantengano vivi i loro significati in un rapporto creativo e profondo con il mondo contemporaneo.

Metodologia
Il corso si svolgerà alternando incontri teorici, visite, seminari ed attività pratiche seguendo il filo conduttore del “viaggio”, concetto di lunghissima e nobile tradizione, che invita e facilita la “scoperta” della bellezza nelle differenze attraverso un approccio interculturale, sia spaziale che cronologico.
Le attività spazieranno dalla storia dell’arte alla letteratura, alla botanica, dalla storia alle tradizioni locali. Questo metodo condurrà alla realizzazione di un percorso formativo costruito con il contributo di tutti i partecipanti che potranno così apprezzare il valore didattico di un metodo di apprendimento spiccatamente trasversale nell’approccio, che educa lo sguardo a cogliere i valori positivi dell’interazione culturale, esercitando al tempo stesso la produzione documentaria e la sensibilità artistica, per favorire la creazione di legami diretti tra individui e territori.
Tale metodo fornisce agli insegnanti un importante strumento educativo, sia in termini di contenuti e saperi che in termini di sensibilizzazione alla conoscenza e salvaguardia del patrimonio culturale –ambientale, stimolando lo sviluppo di progetti di partenariato e la condivisione di pratiche comuni nella tutela del paesaggio europeo e delle sue storie.

Follow-up
Gli stagisti, dopo il corso, potranno diffondere attraverso le loro attività ordinarie la metodologia appresa , contribuendo, con la messa in atto di progetti in rete, alla divulgazione e protezione dell’immenso patrimonio culturale europeo.
Il successo della volontà comune di affrontare di volta in volta tematiche scientifiche letterarie, artistiche e in generale culturali comuni ai diversi paesi europei, nella speranza che dalla pluralità di voci e prospettive venga fuori un quadro ricco e articolato della nuova realtà transnazionale in cui ormai viviamo e di cui cerchiamo di comprendere ove possibile le radici, l’evoluzione, le connessioni e le differenze dipende in gran parte dal nostro impegno e dalla qualità delle nostre relazioni.

Alcune riflessioni per lavorare insieme
Il viaggio alla scoperta dei miti fondativi dell’ Europa. Non solo un viaggio mitico ma il mito dell’origine, dei popoli,delle civiltà, delle nazioni, delle lingue, della nazione stessa.
Dobbiamo cercare insieme un nuovo approccio alla conoscenza in un processo che va dal semplice al complesso, dal noto all’ignoto; la differenza creata dalla mobilità è l’elemento in grado di evidenziare in ogni momento la complessità del mondo e le sue usanze.
Nuovi sguardi su paesi lontani e nuovi sguardi su se stessi sono inscindibili.
Viaggiare è come un filtro, questa è la sua capacità pedagogica.
L’etica del viandante che sa guardare al paesaggio ci offre un modello di cultura che educa perché l’apertura che chiede sfiora l’abisso, dove non c’è nulla di rassicurante ma dove è anche scongiurata la monotonia della ripetizione. Gli anni che stiamo vivendo hanno visto sfaldarsi la certezza del dominio su un territorio e insieme hanno accentuato quel processo migratorio che confonderà i confini dei territori su cui orientare la nostra geografia. Usi e costumi si contaminano a favore di un’ etica che dissolvendo recinti e certezze, va configurandosi come etica del viandante che si appella all’esperienza cercando il centro in quello che Kant indicava come “ cielo stellato”.
L’etica del viandante non disponendo di mappe affronta le difficoltà del percorso a seconda di come di volta in volta esse si presentano e con i mezzi al momento a disposizione. Questo è il limite e in questo limite dobbiamo decidere con coerente saggezza.
Il paesaggio che si dispiega è già la nostra instabile, provvisoria e inconsapevole dimora.

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