“ Il Grand Tour d’Europa, paesaggi, giardini, arte,innovazione e creatività”
"E soprattutto diffidate della vostra immaginazione e della vostra memoria. L’immaginazione snatura,
sia che abbellisca, sia che imbruttisca. La memoria ingrata non ricorda
niente, la memoria infedele mutila tutto. Si dimentica tutto ciò che
non si è scritto e si rincorre inutilmente ciò che si è scritto con
negligenza ". Denis Diderot
Preparazione
L’istituzione
organizzatrice predisporrà un programma dettagliato e fornirà
preliminarmente tutte le indicazioni utili alla preparazione per il
corso, al suo svolgimento, alla sua documentazione e rendicontazione.
Obiettivi
Il
corso si rivolge a insegnanti, educatori, formatori che vogliono
aggiornare la propria professionalità con l’acquisizione, attraverso una
settimana di studio e sperimentazione, di un efficace metodo educativo
quale la ricerca-azione-formazione, inserito nel quadro della tradizione
europea del Grand Tour, che ha avuto in Italia una delle sedi
d’elezione.
Tanti
grandi personaggi, scienziati, artisti, letterati, hanno lasciato in
ogni paese d’Europa tracce preziose del loro genio, della loro
sensibilità e dello spirito del loro tempo. Le categorie del viaggio e della scoperta
rappresentano i momenti ideali per confrontarsi con la natura e la
cultura dei luoghi e dei paesaggi. Il viaggio fisico diventa l’occasione
per un viaggio intellettuale ed emozionale nell’arte, nella scienza e
nella storia, per raccontare con immagini e testi una coinvolgente
esperienza “trasversale” negli spazi significativi della cultura
europea.
Si intende dare particolare risalto all’importanza dell’anima del luogo, il genius loci,
e all’antichissimo legame tra umanità, luogo d’origine e dimora, tra il
tempo e la storia, tra la tradizione e la memoria, categorie che la
realtà virtuale tenta progressivamente di sgretolare.
La finalità primaria è quella di riannodare i fili della comunicazione tra soggetto e contesto spazio-temporale di riferimento, nella pluralità delle relazioni che pongono in connessione questi due poli, per rivitalizzare i rapporti tra i territori e chi a vario titolo (residenti, turisti, visitatori occasionali), li vive.
I
partecipanti al corso, attraverso il programma didattico ed i contatti
interpersonali, potranno approfondire i seguenti aspetti:
- radici culturali dell’Europa;
- ricchezza del patrimonio culturale e naturale;
- diversità delle tradizioni culturali europee.
Tale
percorso si svolgerà attraverso l’impiego di strumenti concreti di
formazione, in grado di coniugare temi e saperi diversi in un progetto
interdisciplinare e trasversale rispetto al patrimonio culturale e
ambientale europeo, e condurrà alla sperimentazione di formule nuove di
comunicazione didattica da trasferire nella scuola e nelle strutture
adibite all’educazione permanente. Favorirà inoltre la capacità di saper
strutturare un progetto interdisciplinare sulla cultura e sul paesaggio
del proprio paese, nell’ottica di una rete europea di luoghi della
storia e della memoria che mantengano vivi i loro significati in un
rapporto creativo e profondo con il mondo contemporaneo.
Metodologia
Il
corso si svolgerà alternando incontri teorici, visite, seminari ed
attività pratiche seguendo il filo conduttore del “viaggio”, concetto di
lunghissima e nobile tradizione, che invita e facilita la “scoperta”
della bellezza nelle differenze attraverso un approccio interculturale,
sia spaziale che cronologico.
Le
attività spazieranno dalla storia dell’arte alla letteratura, alla
botanica, dalla storia alle tradizioni locali. Questo metodo condurrà
alla realizzazione di un percorso formativo costruito con il contributo
di tutti i partecipanti che potranno così apprezzare il valore
didattico di un metodo di apprendimento spiccatamente trasversale
nell’approccio, che educa lo sguardo a cogliere i valori positivi
dell’interazione culturale, esercitando al tempo stesso la produzione
documentaria e la sensibilità artistica, per favorire la creazione di
legami diretti tra individui e territori.
Tale
metodo fornisce agli insegnanti un importante strumento educativo, sia
in termini di contenuti e saperi che in termini di sensibilizzazione
alla conoscenza e salvaguardia del patrimonio culturale –ambientale,
stimolando lo sviluppo di progetti di partenariato e la condivisione di
pratiche comuni nella tutela del paesaggio europeo e delle sue storie.
Follow-up
Gli
stagisti, dopo il corso, potranno diffondere attraverso le loro
attività ordinarie la metodologia appresa , contribuendo, con la messa
in atto di progetti in rete, alla divulgazione e protezione
dell’immenso patrimonio culturale europeo.
Il
successo della volontà comune di affrontare di volta in volta tematiche
scientifiche letterarie, artistiche e in generale culturali comuni ai
diversi paesi europei, nella speranza che dalla pluralità di voci e
prospettive venga fuori un quadro ricco e articolato della nuova realtà
transnazionale in cui ormai viviamo e di cui cerchiamo di comprendere
ove possibile le radici, l’evoluzione, le connessioni e le differenze
dipende in gran parte dal nostro impegno e dalla qualità delle nostre
relazioni.
Alcune riflessioni per lavorare insieme
Il
viaggio alla scoperta dei miti fondativi dell’ Europa. Non solo un
viaggio mitico ma il mito dell’origine, dei popoli,delle civiltà, delle
nazioni, delle lingue, della nazione stessa.
Dobbiamo
cercare insieme un nuovo approccio alla conoscenza in un processo che
va dal semplice al complesso, dal noto all’ignoto; la differenza creata
dalla mobilità è l’elemento in grado di evidenziare in ogni momento la
complessità del mondo e le sue usanze.
Nuovi sguardi su paesi lontani e nuovi sguardi su se stessi sono inscindibili.
Viaggiare è come un filtro, questa è la sua capacità pedagogica.
L’etica
del viandante che sa guardare al paesaggio ci offre un modello di
cultura che educa perché l’apertura che chiede sfiora l’abisso, dove non
c’è nulla di rassicurante ma dove è anche scongiurata la monotonia
della ripetizione. Gli anni che stiamo vivendo hanno visto sfaldarsi la
certezza del dominio su un territorio e insieme hanno accentuato quel
processo migratorio che confonderà i confini dei territori su cui
orientare la nostra geografia. Usi e costumi si contaminano a favore di
un’ etica che dissolvendo recinti e certezze, va configurandosi come
etica del viandante che si appella all’esperienza cercando il centro in
quello che Kant indicava come “ cielo stellato”.
L’etica
del viandante non disponendo di mappe affronta le difficoltà del
percorso a seconda di come di volta in volta esse si presentano e con i
mezzi al momento a disposizione. Questo è il limite e in questo limite
dobbiamo decidere con coerente saggezza.
Il paesaggio che si dispiega è già la nostra instabile, provvisoria e inconsapevole dimora.
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